COMUNICAZIONE DEL BONUS “INDUSTRIA 4.0”

Recentemente il MISE ha reso disponibile i modelli utilizzabili per comunicare allo stesso i dati / informazioni relativi agli investimenti per i quali il contribuente ha beneficiato dei bonus “Industria 4.0” previsti dalla Finanziaria 2020 / 2021.

Va comunque sottolineato che l’invio della comunicazione in esame non costituisce presupposto per beneficiare dei bonus.

TERMINI E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLA COMUNICAZIONE

La comunicazione in esame va trasmessa:

  • entro il 31.12.2021 con riferimento agli investimenti di cui all’art. 1, commi da 184 a 197, Legge n. 160/2019 (Finanziaria 2020);
  • entro la presentazione del mod. REDDITI riferito al periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti, con riferimento agli investimenti di cui all’art. 1, commi da 1051 a 1063, Legge n. 178/2020 (Finanziaria 2021). Così la comunicazione relativa agli investimenti effettuati nel periodo 16.11-31.12.2020 va trasmessa entro il 30.11.2021.

Il modello, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, va inviato in formato elettronico tramite PEC al seguente indirizzo

benistrumentali4.0@pec.mise.gov.it

Si allega il link dove scaricare il modello e le istruzioni relative:

Allegato_1_Modello_comunicazione_credito_dimposta_beni_strumentali_40.docx (live.com)

Decreto

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER mPMI SETTORE MANUFATTURIERO

FONDI DISPONIBILI

€ 33.500.000,00

IMPRESE AMMISSIBILI

Le mPMI (micro, piccole e medie imprese) aventi i seguenti requisiti:

• almeno un’unità locale situata in Veneto;

• codice ATECO, principale o secondario, classificato come “C – Attività manifatturiere”

• essere impresa iscritta come attiva al Registro Imprese alla presentazione della domanda;

SPESE AMMISSIBILI

a) Acquisto di macchinari, impianti produttivi, attrezzature tecnologiche e strumenti innovativi:

  • rientrano nella presente categoria di spesa anche gli interventi di efficientamento energetico, se indicati su diagnosi energetica e il progetto prevede almeno un intervento indicato nell’Appendice 2;
  • sono comprese anche le relative spese di trasporto e installazione;
  • rientrano anche gli autoveicoli per uso speciale e i mezzi d’opera di cui all’art. 54, comma 1, lett. g) e n) del D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e s.m.i. “Codice della Strada”, purché di categoria ambientale Euro 6 e immatricolati per uso proprio.

b) Programmi informatici e tecnologie per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti, quali brevetti e know-how concernenti nuove tecnologie di prodotti, processi produttivi e servizi forniti, nel limite massimo del 50% delle spese della voce a).

c) Spese per il rilascio, da parte di organismi accreditati da Accredia o da corrispondenti soggetti esteri per la specifica norma da certificare, delle certificazioni UNI EN ISO 14001:2015, UNI CEI EN ISO 50001:2018, “ReMade in Italy”, “Plastica Seconda Vita”, “FSC Catena di Custodia”, “Greenguard” e della registrazione EMAS (Regolamento CE n. 1221/2009). La spesa massima ammissibile per ciascuna certificazione è pari € 5.000,00.

Ai fini dell’ammissibilità delle spese di certificazione, l’impresa richiedente deve ottenere la relativa certificazione entro la presentazione della domanda di saldo.

d) Premi versati per garanzie fornite da una banca, società di assicurazioni o altri istituti finanziari. Tali spese sono ammesse nel limite del 10% delle spese a) b) e c).

SPESE MINIMA E MASSIMA

Spesa minima              80.000

Spesa massima            500.000

AGEVOLAZIONE RICHIEDIBILE

Contributo a fondo perduto pari al 30% dell’investimento

ARCO TEMPORALE EFFETTUAZIONE INVESTIMENTI

Spese sostenute : dal 01/11/2021 al 14/02/2024

TERMINI PRESENTAZIONE DOMANDE

Apertura : 25 NOVEMBRE 2021 ore 10.00

Chiusura : 09 FEBBRAIO 2022 ore 12.00

GRADUATORIA (per i dettagli si rimanda al file allegato “Criteri di priorità)

Ai fini dell’ammissione al contributo non ha nessuna rilevanza il giorno di invio della domanda.

Trattasi di bando con procedura valutativa a graduatoria in cui avranno le priorità le imprese che presenteranno progetti aventi uno o più dei seguenti requisiti (maggiori sono i requisiti e maggiore sarà il punteggio):

– introduzione nel processo produttivo di almeno un bene 4.0

– domanda accompagnata da una diagnosi energetica (sottoscritta da un tecnico abilitato cosiddetto “energy manager”)

– il progetto per il quale si richiede l’agevolazione prevede, tra le spese preventivate, l’ottenimento della certificazione UNI EN ISO 14001:2015.

– Il progetto per il quale si richiede l’agevolazione prevede, tra le spese preventivate, l’ottenimento della certificazione EMAS (Regolamento CE n. 1221/2009).

– Il progetto per il quale si richiede l’agevolazione prevede, tra le spese preventivate, l’ottenimento della certificazione UNI CEI EN ISO 50001:2018.

– Il progetto per il quale si richiede l’agevolazione prevede, tra le spese preventivate, l’ottenimento di almeno una delle seguenti certificazioni:

ReMade in Italy;

Plastica Seconda Vita;

Il progetto per il quale si richiede l’agevolazione prevede, tra le spese preventivate, l’ottenimento di almeno una delle seguenti certificazioni:

  • FSC Catena di custodia;
  • Greenguard.
  • l’impresa ha redatto il proprio bilancio o rapporto socio-ambientale, ambientale o di sostenibilità per l’esercizio 2020 (anche in forma consolidata nel caso di imprese appartenenti ad un gruppo).
  • Impresa in possesso della certificazione UNI EN ISO 14001:2015.

A parità di punteggio, avranno la priorità le imprese con maggior numero di lavoratori.

Pagamento in contante: la nuova soglia a 1.000 euro e il frazionamento dei pagamenti

Dal 1° gennaio 2022 il limite per effettuare pagamenti in denaro contante, a qualsiasi titolo, scenderà da 2.000 a 1.000 euro. Lo prevede l’art. 49 del D.Lgs n. 231/2007. Privati ed imprese dovranno rimanere al di sotto della predetta soglia. Diversamente risulteranno violate le disposizioni in materia di antiriciclaggio.

Tale limite non potrà essere superato neppure frazionando i pagamenti con l’intento di “aggirare” il divieto. Si pone dunque il problema di comprendere se il frazionamento del trasferimento della somma di denaro sia effettuato specificamente con tale intento, oppure risponda ad una prassi consolidata anche ai fini commerciali.

Lo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro

L’art. 4 del D.L. 22 marzo 2021, n. 41 (il cosiddetto “Decreto Sostegni”), convertito con modificazioni in Legge 21 maggio 2021, n. 69, ha introdotto la possibilità di accedere ad una nuova definizione dei carichi di importo ridotto affidati all’agente della riscossione, consistente nell’annullamento, in presenza di particolari condizioni, dei debiti fiscali fino a 5.000 euro.

In merito, l’Agenzia Entrate, in collaborazione con l’Agenzia Entrate – Riscossione, tramite la Circolare n. 11/E del 22 settembre 2021, ha fornito alcuni importanti chiarimenti ed indicazioni.

Oltre ai chiarimenti sui debiti che possono essere annullati, sui contribuenti che possono beneficiare della misura e sulle tempistiche, di particolare interesse è la parte del documento in cui l’Agenzia spiega i criteri di determinazione del limite di reddito di 30.000 euro riferito al 2019, superato il quale il contribuente esce dall’ambito applicativo dello stralcio.

Debiti stralciabili ed esclusi

Il “Decreto Sostegni” prevede l’annullamento automatico di tutti i debiti che alla data del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto legge) risultavano di importo residuo non superiore a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.

Restano esclusi dal computo gli aggi di riscossione, gli interessi di mora e le eventuali spese di procedura.

Il limite di 5.000 euro è determinato non con riferimento all’importo complessivo della cartella di pagamento, ma in relazione agli importi dei «singoli carichi» contenuti nella stessa.

La disposizione è valida per tutti i carichi affidati all’agente della riscossione da qualunque ente creditore, pubblico e privato, che sia ricorso all’utilizzo del sistema di riscossione a mezzo ruolo, fatti salvi i debiti espressamente esclusi[1].

Da un punto di vista temporale, l’agevolazione fa riferimento a debiti di importo “residuo” alla data del 23 marzo 2021, pertanto rientrano nello stralcio anche i carichi originariamente di importo superiore a 5.000 euro, ma che, ad esempio, a seguito di un provvedimento di sgravio o di un pagamento parziale, anche in attuazione di definizioni agevolate, alla predetta data risultino al di sotto della soglia dei 5.000 euro.

Per individuare i carichi definibili occorre, poi, fare riferimento non alla data di notifica della cartella di pagamento, ma alla data di affidamento del carico all’agente della riscossione.

Beneficiari dello stralcio

I debiti che possono essere oggetto di stralcio devono riferirsi:

  • alle persone fisiche che hanno percepito, nell’anno d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro. Per l’individuazione del reddito si considera la somma di:
    • reddito imponibile Irpef;
    • reddito assoggettato alla cedolare secca;
    • reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
  • ai soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro.

La procedura per l’annullamento dei debiti

L’Agenzia Entrate – Riscossione ha trasmesso all’Agenzia Entrate un elenco dei possibili beneficiari dell’agevolazione, ossia dei soggetti che godono dei requisiti oggettivi sopra descritti. L’Agenzia Entrate individua quindi i soggetti per i quali non ricorrono i requisiti reddituali e comunica alla Riscossione i codici fiscali dei soggetti che, sulla base delle dichiarazioni dei redditi e delle certificazioni uniche presenti nella propria banca dati, risultano avere conseguito redditi imponibili superiori ai limiti previsti e per i quali quindi non si procederà all’annullamento.

ATTENZIONE: Successivamente, l’annullamento dei debiti, che sarà effettuato alla data del 31 ottobre 2021, avverrà automaticamente.

L’agente della riscossione provvede in autonomia allo stralcio senza inviare alcuna comunicazione al contribuente, che può tuttavia verificare l’intervenuto annullamento dei debiti attraverso la consultazione della propria situazione debitoria che può essere richiesta con le modalità rese disponibili dall’agente della riscossione.

Nel caso di debiti oggetto di coobbligazione, l’annullamento non opera se il codice fiscale di almeno uno dei risulta con un reddito superiore al limite stabilito per lo Stralcio, in quanto, in caso di coobbligazione, la pretesa e, quindi, il carico sono da ritenersi unitari.


[1] I debiti esclusi sono elencati al comma 9 dell’art. 4 del D.L. n.  41 del 2021.

Il Mef annuncia la proroga

Con il comunicato n. 133 del 28/06/2021 il Ministero dell’Economia e Finanze annuncia, per i contribuenti ISA ed i forfettari, la proroga dei termini di versamento di giugno. Pur in assenza del provvedimento normativo, il comunicato stampa annuncia il differimento al 20 luglio dei termini di versamento delle imposte in scadenza al 30 giugno, senza il versamento di alcun interesse.

Ai sensi dell’articolo 12 comma 5 del DLGS n. 241 del 1997 sarà ancora una volta un DPCM a prevedere la proroga del versamento del saldo e del primo acconto ai fini delle imposte sui redditi e dell’iva per tutti i contribuente interessati dall’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), compresi quelli in regime forfettario. Pertanto fino al 20 luglio si potrà versare senza maggiorazioni, mentre dal 21 luglio al 20 agosto i beneficiari della proroga potranno versare con l’aggiunta degli interessi calcolati in misura dello 0,40 per cento.